PechaKucha Presentation

La filiera colta VàZapp'

PRESENTED ON SEP 06, 2016
IN PESCARA @ VOL 3

Vazapp: un hub rurale che vuole incoraggiare i giovani a raccogliere le loro idee e la loro voglia di innovazione per poi – come suggerisce il nome – tornare a zappare.
L’idea nasce nel 2014 da un gruppo di una ventina di persone che insieme a un prete, Don Michele de Paolis, hanno iniziato a pensare che il rilancio dell’agricoltura potesse andare di pari passo con la realizzazione professionale dei giovani.
Vazapp oggi si presenta come un centro di propulsione di relazioni e reatività per l’imprenditoria agricola pugliese. Il quartier generale è Cascina Savino, dove ci si ritrova per progettare le varie iniziative: giornate di formazione, incontri, eventi.
Partecipare come speaker non costa pecunia. Agli speaker non vengono Riconosciuti compensi né economici né in altra forma, è un’opportunità per tutti.

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La cocina inspiradora

BY ANDRÉS MARTINEZ ROJAS
@ VOL 11 ON OCT 02, 2015

Andrés Martínez, chef de Concepción, cuenta como la cocina lo inspira en la vida.

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Cibo, design e identità

BY PAOLO EMILIO BELLISARIO
@ VOL 2 ON FEB 21, 2016

Architetto e designer, appassionato di fotografia, è tra i co-fondatori do ZO-LOFT pluripremiato collettivo abruzzese nel 2010. Attualmente svolge la sua attività nel Lazio dove alterna progettazione architettonica, product design e direzione artistica per privati, aziende ed eventi pubblici.

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Il mio pensiero, la mia opera.

BY FRANCO SUMMA
@ VOL 2 ON FEB 21, 2016

Sviluppa una ricerca sul rapporto uomo-ambiente, che ha trovato negli spazi urbani uno specifico campo di intervento. A partire dal 1968 ha realizzato, in varie città, numerose opere ambientali sia temporanee che stabili come "Parametri di incontri" a Penne nel 1971, “Un arcobaleno in fondo alla via” nel 1975 a Città Sant’Angelo, “Le Parole vivono nella Realtà le Cose nella Mente” a Castel di Sangro nel 1976,  "Torre Genealogica" a Penne nel 1990, “La Porta del Mare” nel 1993, “Essere” nel 1994, “Laudato sì” nel 2000 a Pescara; “La Raccolta” nel 2006 a Bolognano; “Preludio” nel 2006 a Montesilvano; “Amare Progettare Essere” a Bolognano e Chieti nel 2009; “La Vita è Sogno la Vita è Segno” a Spoleto nel 2010, "L'Angelo della Rivelazione" nel 2014 a Castelvecchio Subequo, Color Mundi a Nereto nel 2014.

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Il fiume Attrezzato

BY ROBERTO SALA
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Mi piacerebbe raccontare dell’acqua come elemento primordiale, a partire dalle sorgenti del Pescara per arrivare alle opere condivise che realizziamo a Brera nella Terapeutica Artistica.

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Come acqua che scorre

BY SILVIA MORETTA
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

La mia attività di curatrice d’arte in un luogo della città strettamente connesso all’andamento del fiume Pescara, di cui segue la direttrice del tratto conclusivo. Mi riferisco a via delle Caserme, dove ho realizzato la IV tappa di “Inadeguato”, insediandomi in un locale in disuso, e dove ho curato l’installazione luminosa “Noi” di Luigi Stoisa, creata per la Ia edizione di “Luci d’Artista” di Torino. Mi riferisco al “Circolo Aternino”, luogo adatto per l’articolazione di eventi diversi tra loro, e nel quale ho realizzato mostre di artisti emergenti ed eventi d’arte. Il tutto nei pressi dello scorrere del fiume, che un tempo tagliava in due la piazzaforte di Pescara. Immagine archetipica e simbolica fortemente attrattiva per me, il fiume è flusso vitale; parla di vita attraverso il suo scorrere, la libertà, il movimento, le correnti, il suo fluire incessante, le inondazioni, ma anche in termini di contenimento e di incanalamento del flusso in una direzione. 

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Il canottaggio - slow mobiliti fluviale

BY MONICA VLAHOV
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

SLOW MOBILITY E RETI FLUVIALI -vivere il fiume a remi con il Circolo Canottieri "La Pescara"

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Architettura in terra cruda

BY CLAUDIA DI DONATO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Vogliamo innanzitutto introdurre al pubblico l’architettura in terra cruda e la sua diffusione nel territorio. Di conseguenza le attività dell’associazione Terrae, che promuove la conoscenza e la valorizzazione di questo patrimonio culturale attraverso attività di formazione con  workshop pratici e seminari, fino all’attività didattica svolta in collaborazione con le scuole e i comuni abruzzesi.

Il progetto pilota è quello della “Casa di Teresa”, cantiere di recupero di un edificio in terra cruda, divenuto ora nodo di un sistema di fruizione e conoscenza delle tradizioni colturali e costruttive delle comunità rurali abruzzesi. Il progetto di recupero, durato 7 anni, ha visto fasi di messa in sicurezza, alternate a Workshop coordinati dal CeDTerra dove studenti, professionisti e cultori si sono cimentati, mediante l’autocostruzione, al recupero diretto dell’edificio.

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Un millimetro alla volta

BY LUCIANA MASTROLONARDO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Nel 2016 a Pescara, l’associazione Millimetri ha provato a ragionare in termini di PARTECIPAZIONE su un progetto aperto alla comunità. Per una volta abbiamo fatto un passo indietro come architetti cercando di ragionare con i protagonisti e gli interessati, sui singoli temi, provando a dare la parola ad ognuno, per condividere le basi del progetto. Lo abbiamo fatto con degli esperti chiamati ad aiutarci a interpretare le volontà di ognuno su un progetto di Coworking pubblico per il quale l’Amministrazione di Pescara ha assegnato un immobile immerso nel verde con vista mare. Il risultato è stato interessante in termini umani e progettuali, di slancio e di terreno fertile che si è creato con i giovani promotori territoriali che hanno partecipato.

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Slow mobility e tratturi d'Abruzzo

BY ANNA PIA URBANO
@ VOL 3 ON SEP 06, 2016

Mi piacerebbe raccontarvi la transumanza a partire dalla vita quotidiana del pastore, gli uomini, gli animali, gli oggetti, i culti, i rituali, il patrimonio narrativo e letterario legati al tema, ma i minuti passeranno velocemente.

La ricchezza dei quadri ambientali, le forme del paesaggio, la distribuzione degli insediamenti, la rete viaria, il deposito dei manufatti storico-artistici, l’impiego dei materiali, le tecniche costruttive sono tutti aspetti che legano e si legano alla struttura produttiva regionale per secoli connessa all’allevamento ovino, alla pratica transumante, alle attività derivate, ai flussi che si muovevano lungo i percorsi tratturali.